Piccoli principi e principesse…..

cani senza vista principessa

Oggi avremmo dovuto continuare a parlare di socializzazione, ma vari lettori mi hanno scritto parlandomi di problematiche comportamentali varie, che ho notato scaturiscono tutte dalla stessa origine. Quindi ci prendiamo una pausa per affrontare un tema scottante e un po’ scomodo. E perché no, per farci un bell’esame di coscienza.

Essere un buon educatore è difficile. Essere un buon educatore di un cane che non ci vede affatto o non ci vede bene è ancora più difficile. Ma ciò non accade perché i metodi di addestramento o di educazione siano molto diversi: succede perché abbiamo sempre in bocca o semplicemente in mente una parola che rovina tutti i nostri tentativi di insegnamento – la parola POVERINO/A.
Con la storia del “poverino non ci vede”, “poverino ci vede poco”, “poverino ha un handicap, bisogna essere comprensivi” noi boicottiamo il nostro stesso addestramento, la nostra autorevolezza nei suoi confronti e il risultato del nostro lavoro con lui. Non rendendocene conto, agiamo con poco polso, un po’ troppa permissività e parecchia irresponsabilità. La conseguenza è che talvolta questo atteggiamento troppo morbido e accondiscendente non ci aiuta affatto a rendere il nostro cane sicuro, autosufficiente e indipendente, ma lo fa diventare un cane dispotico, iperpossessivo e insicuro.

Amare il nostro cane è la cosa più spontanea del mondo. Ma se notiamo atteggiamenti o comportamenti strani e poco carini dovremmo fermarci e riflettere se noi lo amiamo nel modo giusto. Intendo dire, se noi agiamo nel suo interesse, interfacciandoci con lui in modo corretto affinché sia un cane felice, equilibrato e sereno.
Cominciamo con una puntualizzazione doverosa: i cani sono cani, non sono essere umani. Sono convinta pure io che siano molto meglio di tanti umani, ma non dobbiamo credere che dobbiamo e possiamo rapportarci con loro come lo facciamo con gli esseri umani, o anche peggio, come facciamo con i bambini, viziandoli e ricoprendoli di coccole a tutte le ore. Gli errori comportamentali dei cani nascono sempre da errori (seppur fatti in nome dell’amore) del padrone. Un padrone troppo permissivo e che non sgrida il cane con convinzione quando è necessario, facendosi intenerire dal fatto che “poverino è cieco/ipovedente/ecc. e va compreso….” non è un buon padrone. Un cane non vedente che sta facendo una cosa che non deve, come farvi la pipì in casa quando ormai sono mesi che lo abituate a farla fuori o ringhiare a un’amica che frequenta abitualmente casa vostra quando vi viene a trovare (la riconosce al primo colpo dalla voce e dall’odore, ma non gli sta bene che quest’estranea venga a togliergli le vostre attenzioni!), sa perfettamente cosa sta facendo: non agisce così perché è malato, ma perché “l’amore di casa” è un gran viziato! E se voi non lo riprendete con polso, crederà che il suo comportamento è perfettamente accettabile e può continuare a fare quello che gli pare.

I cani non concepiscono strutture sociali egualitarie: per loro ogni nucleo sociale deve avere un preciso ordine gerarchico. Il loro nucleo sociale, o meglio branco è costituito da voi, i vostri familiari conviventi ed eventuali altri cani o animali domestici con cui dividono il territorio (la vostra casa). Deve esserci un capo e un chiaro ordine gerarchico degli altri membri. Se voi non vi comportate da capo, il cane si sentirà spaesato, insicuro e in alcuni casi, in mancanza di un capobranco, si sentirà in dovere di dovere ricoprire lui quel ruolo scomodo e complesso per garantire l’ordine e la sicurezza del vostro nucleo familiare. Infatti la maggior parte dei nostri cani sarebbe molto più tranquillo e sereno se qualcun altro potesse ricoprire il ruolo di capobranco: è un compito difficile, impegnativo e implica troppe responsabilità, più di quelle che si sente in grado di affrontare un cane vedente, pensate quindi a come deve sentirsi inadeguato un cane non vedente!
Dover ricoprire questo ruolo per necessità genera nel cane insicurezza, nervosismo e ansia che spesso si traducono in comportamenti iperprotettivi, eccessiva possessività, aggressività verso chiunque entriate in contatto: abbai feroci, ringhi, morsi, ecc. Altri comportamenti sgraditi che può assumere sono fare la pipì per casa, marcando con l’urina il proprio territorio; scegliere come proprio “posto” in cui distendersi luoghi sopraelevati e non suoi, ad esempio poltrone, divani, letti, occupando di proposito il vostro posto abituale o la cuccia di altri animali di casa (mai la loro cuccia!), nel tentativo di sovrapporre il proprio odore a quello dei sottoposti gerarchici. Oppure mordere tutto quello che trova anche dopo il “periodo dei dentini”: il territorio (cioè la vostra casa) è sua perché è il capo, quindi sono suoi di diritto tutti gli oggetti che vi trova, comprese le vostre scarpe preferite o la pochette di Fendi….

Oggi tanti lettori mi odieranno (specialmente Vincenzo, Luisa e Maria 🙂 ), già lo so. Ma se si fermeranno un attimo a riflettere, capiranno che è il consiglio più prezioso che gli ho dato finora. La prossima volta approfondiremo ancora….prima di tornare a parlare di socializzazione questi problemini vanno risolti….
Alla prossima settimana!

 

Comments
One Response to “Piccoli principi e principesse…..”
  1. Rebecca Antolini ha detto:

    La educazione e uno dei grandi problemi 😀 se io dico no e lei (Tatanka) continua lo dico anora no ma già con la voce più enercico (ho pocco pazienza 😀 ) poi ovviamente urlo e lei piega gli orecchi indietro e mi risponde brontolando ma solo se anche Gianni presente se siamo soli ascolta immediatamente.. ovviamente se poi io urlo e lo sgrido da pazza isterica.. entra Gianni nel discorso e dici viene qui poverina … ecco in questo momento potrei strangolare lui (Gianni) …
    … poi se Gianni dice Basta se lei abbaia ad ogni persona che passa sotto la finestra .. allora si gira e abbiaa verso lui.. 😀 poi lui batte con il pugno sul tavola.. e tatanka viena da me di corsa in braccio… io lo baccio e di viene da mamma poverina… ecco la educazione fallita in casa nostra 😀

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