Intervista: Il Distacco retinico.

interviste veterinari

Tema: Sintomatologia e trattamento del distacco retinico.

Intervista a: Dr. Paolo Badanetti.

Chi è:

Paolo badanetti

 

DOMANDA – Tutti hanno sentito parlare di distacco della retina, ma in realtà pochi sanno esattamente di cosa si tratta. Ce la può descrivere a linee generali?

RISPOSTA – Innanzitutto bisogna spiegare che la retina è un tessuto multistratificato presente a livello del fondo oculare.  Ha il compito di trasformare quelli che sono gli stimoli luminosi  in impulsi elettrici, i quali, tramite il nervo ottico, vengono convogliati al cervello e qui rielaborati in immagini.

Il distacco retinico consiste nella separazione fisica tra  lo strato dei segmenti esterni dei fotorecettori della retina neurosensoriale  e l’epitelio pigmentato . Questa discontinuità, se non si tenta di  trattarla con tempestività, porta ad una perdita di funzionalità e ad una degenerazione retinica secondaria dell’area affetta con conseguente cecità parziale o totale.

 

DOMANDA – E’ una patologia che si riscontra di frequente nei cani? Alcune razze sono più soggette di altre?

RISPOSTA – Purtroppo si. Come nel caso di altre malattie non  oculistiche  anche il distacco retinico è una patologia molto più diffusa di quanto si possa credere, soprattutto se si parla di distacchi  limitati a piccole aree della retina.

Alcune razze di cani come  Rottweiler, Saluki, Shih Tzu, Barbone nano, Golden e Labrador Retriever, solo per nominarne alcune, presentano una predsposizione  al distacco retinico, mentre altre lo sono a fattori che predispongono alla suddetta patologia come la displasia retinica (pieghe  nello strato retinico).  Capita spesso però di diagnosticarlo anche nei meticci.

Si intuisce quindi come in certe razze sia opportuno proporre degli screening oculistici precoci

 

DOMANDA – Quali sono le cause di distacco retinico? Un distacco può essere la conseguenza di un’altra malattia in atto?

RISPOSTA – Cercando di semplificare possiamo dire che i meccanismi che portano al distacco retinico sono:

Regmatogeno: causato da una rottura della retina che permette al vitreo (la sostanza gelatinosa posizionata tra lente e retina) di passare attraverso l’apertura portandosi posteriormente alla retina e permettendo così lo scollamento della sua porzione aderente.

  • Trazionale: causato da briglie di tessuto fibroso presenti nel vitreo e che esercitano una trazione sulla retina provocandone il distacco parziale o totale.
  • Essudativo: dovuto alla presenza di liqiudo subretinico che ne provoca così lo scollamento dai tessuti sottostanti.

I distacchi possono accadere per il manifestarsi di condizioni ereditarie o congenite. Può essere bilaterale o monolaterale e spesso associato a cataratte ipermature , ad anomalie congenite multiple come la displasia retinica e la CEA (Collie Eye Anomaly), al glaucoma oppure secondario a chirurgie intraoculari. Importanti anche i distacchi retinici secondari a traumi violenti o a malattie sistemiche. Per malattie sistemiche intendiamo sia quelle infettive come ad esempio le infezioni da malattie veicolate da zecche (Ehrlichiosi, Borreliosi) sia quelle immunomediate o neoplastiche. Il panorama quindi è molto vasto e spesso oltre alla visita oculistica è caldamente consigliato al proprietario effettuare degli esami complementari.   Molto importante considerare che durante visite di routine su pazienti anziani, circa il 62 % di questi hanno manifestato rotture complete o parziali retiniche, ma non sono andati incontro a distacchi in quanto mancavano altri fattori predisponenti come ad esempio la liquefazione del vitreo.

 

DOMANDA – Colpisce sempre entrambi gli occhi o può anche riferirsi a un solo occhio?

RISPOSTA – Il distacco può essere sia monolaterale che bilaterale. Se dovuto a malattie sistemiche spesso è bilaterale!

 

DOMANDA – Un padrone può individuare precocemente un distacco retinico? Esistono sintomi, segnali che dovrebbero allarmarci per poter intervenire in tempo?

RISPOSTA – Solitamente dipende dall’entità del distacco. Se limitato a piccole aree non sempre è sintomatico.

Nel caso invece la patologia divenga più estesa , allora possiamo avere ipovisione, disorientamento o cecità totale. Se accompagnato da uveiti posteriori o glaucomi abbiamo anche fotofobia occhio molto arrosato, opaco e dolore.

Ovviamente la  diagnosi definitiva va fatta in sede di visita oculistica con strumentazione di tipo specialistico.

 

DOMANDA – Un distacco di retina provoca sempre cecità o ipovisione oppure ci sono possibilità di recupero?

RISPOSTA – Un distacco non sempre provoca deficit importanti. Tutto dipende se bilaterale o monolaterale e soprattuto da quanto è esteso. Le possibilità di recupero ci possono essere e sono anche queste influenzate dai fattori sopracitati.

 

DOMANDA – Quali sono le strade terapeutiche consigliate in questi casi? 

RISPOSTA – Bisogna dire che le possibilità terapeutiche non sono molte. L’approccio medico è valido soprattutto per i distacchi di tipo essudativo, somministrando farmaci  che migliorino sia il riassorbimento del liquido che ha provocato il distacco sia che curino la causa primaria che ha portato alla formazione di essudato. A questi spesso si associano farmaci antiinfiammatori o antipertensivi locali per sventare sviluppi di uveiti/glaucomi concomitanti. La gestione chirurgica (non così diffusa) annovera diverse tecniche, la maggiorparte delle quali deriva dalla pratica umana. Tra queste si possono elencare la laserpessi e la cryopessi preventiva, oppure, in caso di distacco conclamato,  la retinopessi a barriera (laser provoca delle bruciature sul margine del distacco ed evita che questo progrdisca), la retinopessi pneumatica (inserimento di bolle di gas in camera vitreale che hanno il compito di tenere adesa la porzione di retina sollevata) fino a tecniche ancora più complesse come la vitrectomia o la tecnica Vitreoretinica.

 

Ringrazio il Dr. Badanetti per la sua disponibilità a concedere questa intervista.

Contatti:

e.mail: wandsoda@gmail.com

Web: www.paolobadanetti.com

 

 

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