Comandi per cani ciechi: vieni! – Parte 3

 

cani senza vista vieni

 

 

Una volta imparato il richiamo in casa e dopo che vi sarete esercitati parecchio è ora di iniziare a fare training fuori.

Fare gli esercizi all’aperto, soprattutto se i cani sono molto giovani è tutta un’altra storia rispetto agli esercizi fatti tra le quattro mura domestiche. Fuori il cane entrerà in contatto con vari elementi di disturbo che lo distrarranno e gli faranno perdere l’attenzione. Quali sono gli elementi di disturbo? Beh, tutto potenzialmente può esserlo: qualsiasi suono, movimento, spostamento d’aria, oggetto, profumo gli farà perdere la concentrazione. Potrà essere ad esempio una foglia fatta volare dal vento che gli sbatte contro, l’odore della grigliata che il vicino sta cuocendo sul barbecue, le voci dei bambini che giocano in moto, il miagolio del gattino della casa do fronte, una moto che passa, e chi più ne ha più ne metta.

Alcuni di questi elementi lo incuriosiranno, altri addirittura potrebbero spaventarlo, ma in entrambi i casi il risultato è che non si concentrerà più su di voi. Questo lo avranno notato tutti i padroni di cuccioli vedenti o non vedenti durante le prime uscite. Nei cani non vedenti tutto ciò si acuisce, perché ogni stimolo viene percepito in modo quasi amplificato. E seppure i cani con problemi di vista sono in genere più timorosi e titubanti rispetto agli altri, comunque la curiosità fa parte della loro natura.

Lo scopo di questo esercizio in fondo, più che allenarsi al richiamo in sé, è quello di riuscire a seguire i comandi nonostante la miriade di stimoli a cui sono sottoposti.

Nonostante vi siate impegnati molto in casa, quando uscirete vi sembrerà di fare un passo indietro perché nella maggioranza dei casi il vostro cane non vi ascolterà molto e si farà i fatti suoi….vi sembrerà che dopo tutti gli sforzi non ha imparato nulla. Questo è del tutto normale e non dovete sentirvi sfiduciati.

E’ importante che, soprattutto fuori dove le distrazioni e le occasioni di interazione sono molteplici, impari ad ascoltarvi e a seguire i vostri comandi, perché non potrete tenerlo a vita in un ambiente asettico e privarlo di una vita sociale.

Quindi, dopo questo lungo preambolo è il caso di passare all’azione. Portatelo in un posto recintato e sicuro, ad esempio in giardino o in un’area per cani. In questa prima fase dovete esserci solo voi due dentro quest’area perché non è ancora il momento di incontrare altri cani. Fatelo sedere e ponetevi a un paio di passi da lui e chiamatelo. Se viene da voi premiatelo. Questa è la prospettiva più rosea, ma le prime volte accade di rado. Non sarà sempre così facile e spesso seguirà altre cose che stimolano il suo interesse invece che venire da voi. Se è così, andate voi da lui e ponetegli la crocchetta sotto il naso e arretrate piano, facendolo camminare verso di voi. A questo punto lodatelo e premiatelo. Ripetete un po’ di volte. Quando riesce a seguirvi aggiungete un pochino di distanza, come quando provavate in casa.

Fuori avrete necessità di avere un tono di voce più alto per contrastare i rumori esterni. Spesso dovrete ricorrere a un richiamo continuo per farvi individuare (vieni, vieni, vieni!) come nel video che vi ho mostrato l’ultima volta.

Con l’allenamento costante in poche settimane farete passi da gigante. Per questi esercizi più complessi sarebbe il caso di munirsi di premi “speciali”, sempre che non abbia problemi di allergie alimentari: dei biscottini per cani che gli piacciono da morire o un pezzetto di wurstel o qualche altra cosa che lo fa impazzire ma che non fa parte della sua dieta quotidiana. Deve capire che è un premio speciale. Questo è utile sia per contrastare le interferenze esterne e farvi dare la sua attenzione, sia perché in questo modo capisce che voi siete gli unici a potergli dare la cosa che gli piace di più e evitare che possa finire a mangiare cose che trova per strada e che gli possono fare male o addirittura avvelenarlo. Se vi esercitate, anche se trova qualcosa che gli interessa mangiare, al vostro richiamo verrà subito da voi perché saprà che gli darete di meglio. Questo è il principio base che seguono nei corsi di addestramento per insegnare ai cani ad evitare le maledette polpette assassine.

Buon training!

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