Quando iniziare ad addestrare un cane cieco dalla nascita

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Non ho fatto in tempo a pubblicare il post precedente che mi avete sommerso con un’unica domanda: quando iniziare l’addestramento?
La risposta è piuttosto complessa. Alcuni istruttori cinofili consigliano di non iniziare l’addestramento prima dei tre mesi di età, altri affermano che occorre attendere dopo i cinque. I cuccioli sono come i bambini e sono molto ricettivi in tenera età: possono imparare molto da piccoli, ma devono raggiungere una certa fase prima di riuscire a comprendere bene senza distrarsi. Con i cani ciechi la storia è un po’ diversa. Alcune cose deve impararle fin da subito, come ad esempio fare i bisogni fuori, capire dove è la sua cuccia e che non si dorme nel vostro letto, abituarsi al trasportino e al collare e a farsi toccare senza mordere. Per gli altri insegnamenti in linea di massima il momento ideale è il prima possibile, introducendo il training a sessioni brevi e come un gioco, ma non prima che abbia passato almeno tre settimane con voi. Nella maggior parte dei casi il cane non nasce a casa vostra, ma viene preso in canile o in altri luoghi, quindi di solito non arriva a casa vostra prima che abbia due, tre o quattro mesi. A volte capita che è anche più grandicello. Da quando arriva a casa vostra sarebbe il caso di attendere un periodo di almeno tre settimane prima di iniziare, in quanto le sue energie in questo periodo iniziale saranno indirizzate nell’esplorazione della nuova casa e nella familiarizzazione con essa e con i suoi abitanti. Deve imparare a conoscervi, a riconoscere la vostra voce, a fidarsi di voi e riconoscervi come padrone altrimenti l’addestramento non andrà a buon fine. Inoltre con tutti questi elementi nuovi da esaminare e da imparare inizialmente si sentirà insicuro e sotto pressione e cominciare l’addestramento subito sarebbe solo una fonte di ulteriore stress. Prima di iniziare l’addestramento il cane deve anche aver capito qual è il suo nome. Il nome del cane è una componente importante nei comandi che gli si rivolgono. All’inizio dell’addestramento è infatti opportuno anteporre il nome del cane al comando vero e proprio per attirare la sua attenzione . Una volta che il cane è addestrato non è necessario usare il suo nome ogni volta, ma quando viene usato, aggiunge comunque autorevolezza al comando.

Non tardate oltre comunque l’addestramento. Per un cane cieco un training mirato è fondamentale per evitare pericoli e incidenti anche gravi e in alcuni casi potrebbe salvargli la vita.

Quando lo sottoponete alle prime sessioni, soprattutto se il cane è molto piccolo, iniziate gradualmente, eseguendo l’addestramento per breve tempo, diciamo circa 5 minuti e allungando via via i tempi. I cani piccoli si stancano facilmente e non riescono a mantenere l’attenzione a lungo. Introducete un comando alla volta e ripetetelo per varie lezioni, finché non lo impara bene. Ci saranno giorni in cui semplicemente non vi segue, perché magari ha sonno o non ne ha voglia. Non insistete, tanto se è così non imparerebbe nulla e vi sentireste entrambi frustrati. Giocateci un po’, riproverete il giorno dopo.

Assicuratevi che gli altri membri della famiglia adottino le stesse parole che usate voi per impartirgli i comandi e che le istruzioni che riceve siano univoche altrimenti andrà in confusione e non capirà cosa deve fare. Addestratelo esclusivamente quando siete soli. Se avete altri cani in quel momento vanno lasciati in una stanza diversa, altrimenti vorranno competere per le ricompense e lui non si sentirà sicuro.

Siate sempre molto pazienti e molto perseveranti. Magari non riuscirà subito, ma giorno dopo giorno vedrete che i miglioramenti ci saranno. Come minimo servono cinque ripetizioni in cinque sessioni diverse prima che comprenda il meccanismo. Non aspettatevi che si ricordi della parola che avete scelto per il comando le prime volte: ricominciate dall’inizio come se fosse la prima volta che glielo insegnate. Siate positivi: anche se non vi vede in faccia, se siete nervosi o avete una giornata storta lui lo capisce lo stesso e penserà che lui ne è la ragione. Ritagliatevi pochi minuti di buonumore per lui, affinché il training sia efficace e soddisfacente per entrambi.

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