Intervista: La rimozione della cataratta

interviste veterinari

Tema: La rimozione della cataratta.

 

Intervista a: Dr. Daniele Santillo.

 

Chi è:

dr santillo

 

DOMANDA- Oltre alla rimozione chirurgica ci sono altre possibili terapie per curare la cataratta nel cane?

RISPOSTA- Purtroppo no, allo stato attuale delle conoscenze scientifiche non c’è alcuna alternativa alla chirurgia. Le modificazioni che subisce il cristallino sono “strutturali”, e quindi nessuna terapia medica è in grado di far tornare il cristallino opaco alla originaria trasparenza.

DOMANDA- La chirurgia è applicabile in tutti casi? In quali non è possibile intervenire?

RISPOSTA- Il trattamento chirurgico della cataratta presuppone una attenta selezione del paziente. A questo scopo è necessario accertarsi che:

a) il paziente sia trattabile e che sia possibile effettuare scrupolosamente la terapia postoperatoria

b) non siano presenti patologie che renderebbero inutile la rimozione della cataratta

Da una parte, qualora il proprietario non sia in grado di assicurare l’adeguata terapia postoperatoria, la chirurgia è destinata ad avere esito disastroso, a causa della notevole infiammazione che l’atto chirurgico scatena nell’occhio. Quindi soggetti aggressivi o non collaborativi non sono dei buoni candidati alla chirurgia.

Dall’altra è necessario accertarsi che l’occhio sia, nel suo complesso, sano. Esistono infatti condizioni patologiche per cui la chirurgia non porterebbe alcun giovamento. L’occhio candidato alla chirurgia deve superare quindi due test fondamentali: l’ecografia oculare e l’elettroretinografia.

La prima permette di valutare l’occhio dal punto di vista anatomico, escludendo distacco di retina o altre patologie concomitanti.

La seconda valuta la corretta funzionalità della retina. In corso di malattie degenerative infatti (PRA – atrofia progressiva della retina, ad esempio) la cataratta è secondaria alla patologia retinica e la sua rimozione sarebbe totalmente inutile.

Se il paziente supera questi test diagnostici e le sue condizioni generali di salute sono buone, allora è un buon candidato alla chirurgia.

DOMANDA – Nell’uomo in genere si opera quando la “cataratta è matura”. Funziona così anche per i cani?

RISPOSTA – Si, anche nel cane spesso si opera la cataratta matura, in quanto il paziente viene di solito portato in visita a patologia avanzata. In generale però, visto che la cataratta causa essa stessa infiammazione intraoculare di vario grado, l’operare il cane quando il cristallino permette ancora di notare il riflesso del fondo (ma non di vedere nel dettaglio la retina – cataratta immatura) è in genere associato a maggiori probabilità di successo. L’unico caso in cui la facoemulsificazione della lente viene consigliata prima che si sviluppi la cataratta (o quando questa è incipiente) è dato dalla rottura traumatica del cristallino (graffio di gatto penetrante, ad esempio), che scatena una infiammazione intraoculare imponente non controllabile in genere con la sola terapia medica.

DOMANDA – L’operazione nell’uomo è ormai un intervento breve e quasi di routine. E’ così anche nei cani? Comporta qualche rischio?La percentuale di esito positivo è alta? Il mio cane potrà tornare a vedere perfettamente?

RISPOSTA – La facoemulsificazione della cataratta e l’impianto della lente intraoculare artificiale nel cane non è un intervento di routine e necessita di abilità ed esperienza per essere eseguito nel migliore dei modi. Inoltre, a differenza che nell’uomo, nel cane la chirurgia viene eseguita in anestesia generale e spesso si tratta di cataratte mature e “consistenti”, che necessitano di un utilizzo degli ultrasuoni per tempi anche prolungati. Questo si traduce in una notevole infiammazione intraoculare che deve essere controllata al meglio per ottimizzare i risultati dell’intervento. Nonostante ciò, la percentuale di successo supera il 90%, anche se è possibile che le complicazioni postoperatorie (distacco di retina, glaucoma, etc) possano vanificare la chirurgia. Questa si intende coronata da successo nel momento in cui il cane torna ad avere una capacità visiva idonea a renderlo nuovamente autosufficiente ed in grado di interagire appieno con il mondo che lo circonda.

DOMANDA – Qual è la terapia postoperatoria da seguire? Quale è la durata della convalescenza?

RISPOSTA – La terapia postoperatoria riveste un ruolo molto importante nella chirurgia della cataratta del cane e deve essere eseguita scrupolosamente dal proprietario. I farmaci andranno somministrati sia per via generale che in collirio più volte al giorno per un periodo di tempo variabile a seconda delle eventuali complicazioni che possono insorgere e del singolo paziente in cura.

 

Ringrazio il Dr. Santillo per la sua disponibilità a concedere questa intervista.

Contatti:

e.mail: info@oculisticaveterinariatoscana.it

Web: www.oculisticaveterinariatoscana.it

Sede principale: AMBULATORIO VETERINARIO TRIONFO (AR)

Il Dr. Santillo effettua visite anche in altre sedi nelle province circostanti.

 

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