L’odore del padrone

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Secondo uno studio pubblicato sulla rivista Behavioural Processes l’odore di un proprietario può restare impresso nel cervello di un cane come un profumo. Esiste un’area del cervello canino associato al piacere, che risponde più fortemente all’odore degli esseri umani familiari rispetto a quello di altri esseri umani o anche a quelli degli altri cani della famiglia. Gli esperimenti sul profumo sono stati finanziati dal Dipartimento della Difesa Ufficio di Ricerca Navale degli Stati Uniti.

La ricerca guidata da Gregory Berns, direttore dell’Emory Center of Neuropolicy dell’ Università di Atlanta, ha eseguito il primo studio di brain-imaging nei cani per verificare la loro risposta agli odori biologici. Durante l’esperimento i “donatori” di odore non erano fisicamente presenti. Ciò dimostra che le risposte del cervello canino venivano innescate da qualcosa di lontano nello spazio e nel tempo: i cervelli dei cani hanno queste rappresentazioni mentali di noi, che persistono anche quando non ci siamo.
Quando gli esseri umani sentono l’odore del profumo o della colonia di qualcuno che amano, possono avere un’immediata reazione emotiva. L’esperimento mostra che lo stesso processo avviene nei cani. Ma poiché i cani sono molto più olfattivi degli esseri umani, le loro risposte sono ancora più forti di quelle che noi potremmo avere.
Nel 2012 , Berns ha guidato il team che ha catturato le prime immagini delle reazioni del cervello dei cani utilizzando la risonanza magnetica funzionale ( fMRI ), ponendo le basi per esplorare la neurobiologia e i processi cognitivi del migliore amico dell’uomo. Ha dimostrato che i cani hanno una risposta positiva che si evidenzia nella regione caudale del cervello quando un dato segnale è associato a un evento positivo. Negli esseri umani, la regione caudale è associata al processo decisionale, di motivazione e di elaborazione delle emozioni.

Berns ha condotto la ricerca sul profumo con Andrew Brooks del Centro di Emory per Neuropolicy e Mark Spivak, responsabile del Comprehensive Pet Therapy. L’esperimento ha coinvolto 12 cani di varie razze . Gli animali erano stati tutti istruiti a restare perfettamente immobili mentre viene effettuata la scansione fMRI. Durante la scansione ai soggetti sono stati fatti annusare cinque diversi profumi che erano stati raccolti su garze sterili la mattina stessa: campioni di odore del cane stesso, di un cane che non avevano mai incontrato, di un cane che viveva nella stessa casa del soggetto esaminato, di un essere umano che il cane non aveva mai incontrato e di un essere umano che ha vissuto nella famiglia del soggetto.
Il team ha scoperto che tutti e cinque i profumi hanno suscitato una risposta simile in alcune parti del cervello dei cani coinvolti nella rilevazione degli odori. Tuttavia le risposte caudali erano significativamente più forti per i profumi degli esseri umani familiari, seguiti da quelli dei cani conviventi.
L’attivazione dell’area caudale suggerisce che non solo i cani riconoscono la diversità dell’odore dell’uomo familiare rispetto a tutti gli altri, ma avevano un’associazione positiva con essa, legata al concetto di “ricompensa”. I ricercatori hanno anche scoperto che i cani nello studio che avevano ricevuto un’educazione mirata ad aiutare i disabili hanno mostrato una maggiore attivazione caudale per il profumo di un essere umano familiare rispetto agli altri cani. Ciò lascia supporre che in futuro si potranno utilizzare le tecniche di brain- imaging per identificare meglio i cani che sono i migliori candidati a essere istruiti come animali da compagnia per i disabili.

Ritengo questa ricerca molto importante per tutti coloro che hanno “cagnolini speciali”. Dimostra non solo che attraverso l’odore i vostri cani riescono a riconoscere voi, i vostri familiari e le persone che frequentate di solito e distinguerle, ma anche che la loro risposta emotiva è diversa da persona a persona. Per questo vi ripeto spesso che è importante che ogni persona nuova che si avvicina al cane si faccia annusare prima di provare a toccarlo o avvicinarsi. Se questa persona è carina con il cane, lui imparerà a collegare la sua presenza a qualcosa di positivo. Anche senza la vista i vostri cani possono riconoscere e distinguere tutte le persone che conoscete, anche se non potranno vederle.

Fonte: Behavioural Processes, 2014
Scent of the familiar: An fMRI study of canine brain responses to familiar and unfamiliar human and dog odors. – by Gregory S. Berns, Andrew M. Brooks, Mark Spivak.

 

 

Comments
One Response to “L’odore del padrone”
  1. scienza4zampe ha detto:

    Secondo me funziona ancora di più all’incontrario: quando io sento l’odore di uno dei miei due cani (che hanno un profumo completamente diverso l’uno dall’altra) credo che nel mio cervello si attivi ogni neurone possibile preposto alla percezione del piacere e della gioia…

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