Patologie visive nei cani anziani – Parte 3.

cani senza vista - anziani

Continuiamo con la terza e ultima parte dell’articolo dedicato ai cani anziani, illustrando brevemente alcune patologie visive tipiche della terza età.

Endoteliopatia:  significa letteralmente patologia o malattia delle cellule endoteliali . L’endotelio corneale è uno strato di cellule che rivestono la superficie interna della cornea . A differenza delle cellule epiteliali che replicano per tutta la vita del paziente, le cellule endoteliali hanno limitate capacità rigenerative nella maggior parte delle specie e così le cellule che muoiono a causa della vecchiaia non vengono sostituite. Le cellule endoteliali permettono la fuoriuscita di liquido (umore acqueo) dalla parte anteriore dell’occhio (camera anteriore) nello stroma corneale e poi fanno fluire questo fluido al di fuori dalla cornea. Se il numero di cellule endoteliali si riduce o se non riescono a svolgere bene la loro funzione, il liquido in eccesso si accumula e la cornea diventeranno nebulosa. L’ accumulo di fluido è chiamato edema corneale. Nei cani colpiti la cornea appare rigonfia di liquido e si creano bolle e vescicole, che possono scoppiare e causare ulcere dolorose. L’edema può essere causato  anche da un’infiammazione all’interno dell’occhio (uveite) o essere dovuto dall’alta pressione all’interno dell’occhio (glaucoma) che interferisce con l’endotelio e gli impedisce di svolgere la sua normale funzione. L’edema può portare alla cecità. Questa è una malattia lentamente progressiva, per la quale non esiste una cura. La distrofia corneale endoteliale è una condizione rara e alcune razze sono più predisposte di altre. Colpisce di soliti i cani anziani a partire dai 7-9 anni di età. La causa della perdita di cellule endoteliali non è nota, anche se si suppone una certa predisposizione ereditaria che si aggiunge alla normale perdita delle cellule endoteliali causa dell’età.

Tra le patologie che colpiscono con maggiore incidenza i cani anziani abbiamo le cecità causate da malattie retiniche. Ci sono diversi tipi di patologie retiniche che possono colpire i cani. Quella maggiormente riscontrabile nell’età senile è la degenerazione retinica.

La retina riveste la superficie interna della parete posteriore dell’occhio. Le cellule della retina (coni e bastoncelli) sono stimolate dalla luce, trasformando l’immagine in segnali elettrici che si trasformano in “visione” nel cervello. E ‘ normale con l’avanzare dell’età che alcune cellule della retina smettano d funzionare, ma in qualche cane la quantità d cellule che smette di funzionare è maggiore rispetto ad altri. La maggior parte dei cani sperimenteranno questi cambiamenti con la vecchiaia, ma alcuni sembrano essere colpiti da questa degenerazione prima di altri e progredire più velocemente nel tempo. Molti iniziano ad avere difficoltà a vedere in situazioni di scarsa illuminazione verso gli 11 o 12 anni di età. La malattia si presenta in entrambi gli occhi e il proprietario del cane nota segni di ansia e un atteggiamento prudente nel muoversi da parte dell’animale, ciò maggiormente alla luce crepuscolare. I padroni possono notare comportamenti strani, ad esempio i cani si fermeranno in cima alle scale o sul bordo del letto, attendendo che le luci vengano accese prima di procedere. Ciò suggerisce che bastoncelli sono più colpiti rispetto ai coni. I fattori che possono influenzare questa degenerazione sono caratteristiche genetiche, una nutrizione sbagliata, l’eccessiva esposizione alla luce solare e alcune malattie sistemiche (diabete e l’alta pressione sanguigna per citarne un paio).

Tra le malattie retiniche l’Improvvisa degenerazione retinica acquisita (SARD) è forse la peggiore, perché causa una cecità improvvisa e permanente. E’ molto spesso diagnosticata negli animali anziani. L’età media in cui insorge è di 8,5 anni. I Bassotti e gli Schnauzer nani ne sono particolarmente afflitti. Carlini, Brittany Spaniel e Maltesi sono altre razze che mostrano una certa predisposizione per la malattia. Il sessanta-settanta per cento dei cani con questa condizione sono femmine. La causa delle alterazioni retiniche legate alla SARD sono sconosciute, ma sicuramente alcune razze sono maggiormente predisposte rispetto ad altre. Le cellule dei coni e bastoncelli della retina subiscono improvvisamente una morte cellulare programmata o apoptosi. Sebbene siano state sospettate cause autoimmuni o allergiche, queste non sono mai state confermate. La mancanza di infiammazione associata con la malattia e la scarsa risposta al trattamento per le malattie autoimmuni suggeriscono che possa avere cause diverse. Prima della cecità, molti cani mostreranno difficoltà di spostamento in casa e in cortile. Possono sbattere contro le cose o mostrare cautela in movimento. La SARD è una condizione frustrante. Senza una causa non abbiamo modo di sapere come prevenirla e come trattarla.

Riassumendo possiamo dire che come la maggior parte del corpo di un cane, gli occhi sono colpiti dal processo di invecchiamento. I problemi della visione del cane legati all’età possono manifestarsi a partire dall’età di 10 anni in poi e possono essere rallentati o talvolta evitati mantenendo uno stile di vita salutare.

L’identificazione precoce e un intervento mirato saranno importanti per minimizzare l’impatto della malattia sul cane. Un controllo di routine regolare con un veterinario è un modo ottimale per rilevare i problemi in fase iniziale. Occorre sapere però che i problemi visivi possono peggiorare molto rapidamente negli animali domestici, quindi se si nota un cambiamento occorre sottoporlo a una visita specialistica in tempi brevi.

Segnali allarmanti di un problema possono essere gli occhi che perdono lucentezza e tendono a intorpidirsi, un continuo socchiudere gli occhi, secrezioni rigonfiamenti o affondamento dell’occhio nell’orbita o una evidente diminuzione della visione.

Per prevenire problemi è importante mantenere una dieta equilibrata e bilanciata e mantenere il pelo intorno agli occhi tagliato corto per impedire che irriti gli occhi e monitorare il cane, al fine di accorgersi presto se c’è qualche cambiamento in atto.

Alcune condizioni legate all’età senile – la degenerazione della retina o lo sviluppo di cataratta – possono derivare da stress ossidativo. La supplementazione di antiossidanti può aiutare a prevenire questo tipo di danno se la dieta non contiene nutrienti sufficienti. Bisogna comunque verificare con il proprio veterinario la possibilità di utilizzare integratori alimentari e concordare dosaggi specifici. Occorre ricordare comunque che ciò non aiuterà le patologie che sono conseguenza di altri tipi di malattie, come ad esempio la cataratta diabetica, le malattie retiniche ereditarie o il glaucoma.

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