Intervista: Come comportarsi con il nuovo cucciolo? (II)

interviste veterinari

Tema: Consigli per stabilire una comunicazione con il nostro nuovo cucciolo.

Intervista a: Dr. Fabio Casciola.

Chi è:

Fabio Casciola

(…..seguito dell’intervista pubblicata il 29/10/2013.)

DOMANDA – In che modo possiamo agire per influenzare positivamente il comportamento dei cuccioli?

RISPOSTA- Il nostro modo di rapportarci al cane influenza il suo comportamento. Questa influenza inizia già nella prima fase della vita. Ci sono degli studi che confermano che accarezzando la mamma in maniera dolce e anche alimentandola con alimenti che variano si può interferire con il gusto del cucciolo. Prendendo in mano i cuccioli e accarezzandoli dolcemente possiamo avere dei cani che poi dopo sono più aperti al contatto fisico. Già a 30 giorni è importante che familiarizzino con stimoli sonori.  I suoni all’inizio possiamo farglieli sentire da lontano, perché se un cucciolo sente un rumore forte (ad esempio un mezzo pesante che passa vicino) si può spaventare. Magari si può provare a fargli udire un suono forte da lontano e comunque sempre associandolo a un gioco. I primi mesi imparano tantissimo, gli vanno fatte scoprire tutte le cose in maniera graduale e rafforzandole in maniera positiva. Il cane tante più esperienze fa in maniera positiva, tanto meglio potrà affrontare in seguito tutte le situazioni in maniera corretta. Se ha un buon equilibrio e un buon rapporto con il suo proprietario vivrà tutte le esperienze nuove in maniera tranquilla, perché si fida dato che ha vicino il suo proprietario che è il suo capobranco, quindi colui che detta le regole.

 

DOMANDA – Il padrone deve comportarsi sempre da capobranco?

RISPOSTA- Dare delle regole è importante ma poi quando il cucciolo obbedisce occorre dare un rinforzo positivo come un gioco oppure del cibo. Se il cane si comporta in un certo modo va premiato, altrimenti no. Trasmettere  le regole e gestire le risorse del suo cibo è importante affinché il cane capisca che siamo noi i capobranco, che abbiamo una leadership e che questa è una leadership positiva.

I problemi nascono quando il padrone è succube del cane e quindi è il cane che “addestra” il padrone. A volte succede perché, specialmente quando i cani sono piccoli, ci piace vederli contenti e ci piace viziarli, in seguito però può accadere che alcuni cani, soprattutto quelli di grossa taglia e razze particolari, prendano il sopravvento: se gli abbiamo insegnato che sono loro che trasmettono le regole, quando noi ci imponiamo suscitiamo in loro una reazione forte, che può essere anche aggressiva. Loro si sentono capobranco e difendono la loro posizione di capobranco quando sentono che questa viene minacciata. In questi casi possono nascere delle problematiche di aggressività nel cane, che poi purtroppo possono creare disagi gravi.

DOMANDA Quando il nostro cane ha problemi di salute di una certa gravità spesso i padroni tendono a trattarlo in modo diverso, in modo meno intransigente e più accomodante. E’ sbagliato?

RISPOSTA- Preoccuparci del benessere del nostro cucciolo fa parte dell’accudimento di questo essere vivente, che in un certo senso dipende in tutto e per tutto da noi, quindi è normale trattarlo in un certo modo in queste evenienze. Se noi siamo troppo permissivi di certo il cane in breve capisce che noi non siamo i padroni ma i suoi sottomessi, ma se il cane è stato precedentemente educato bene, un comportamento più dolce e comprensivo in questi casi non è negativo. La sua educazione è importante anche per permetterci di accudirlo in modo adeguato. Ad esempio, se dobbiamo mettere dei colliri o fare dei lavaggi oculari o qualsiasi altra terapia che sia in qualche modo fastidiosa per il cane, se lui non conosce le regole e non riconosce la vostra autorità, il risultato sarà che non si farà toccare e quindi ci troveremo in difficoltà a curarlo.

DOMANDA Cosa possiamo fare per indurli a farsi curare se necessario?

RISPOSTA – Occorre insegnargli fin da piccoli a essere manipolati, a far vedere i denti, a farsi esplorare le orecchie, a farsi aprire un occhio e sollevare le palpebre, a farsi spazzolare, a farsi guardare le unghie e a farsi alzare le zampe, tutte manualità che ci possono servire anche per curarlo e potergli somministrare dei farmaci in caso di necessità.

Soprattutto i cani con problemi di vista non amano molto farsi toccare, soprattutto sulla testa e sul viso. Questo accade perché non vedendo bene, vengono a mancare tutti quei segnali comunicativi e visivi che sono importanti per il cane per distinguere una minaccia da un gesto affettuoso. Non vedendo, vengono a mancare tutti i segnali calmanti che il cane fa con la mimica del corpo. Ne esistono di svariati che fanno con la coda, con la testa, con gli occhi e con tutto il corpo. A volte sono movimenti così minimi che noi neanche percepiamo, ma loro li recepiscono benissimo. Il cane che ha problemi visivi non si sente sicuro perché non riesce a vedere bene queste mimiche e quindi a volte può anche diventare aggressivo. Con il tempo migliorerà la sua capacità di interpretare i segnali olfattivi e acustici, i quali l’aiuteranno a sopperire a questa carenza visiva man mano che prenderà confidenza con un altro modo di rapportarsi all’ambiente e al mondo.

 

Ringrazio la Dr. Casciola per la sua disponibilità a concedere questa intervista.

Contatti:

e.mail: info@petservice.me

Web: www.petservice.me

 

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