Intervista: Cuccioli non vedenti

interviste veterinari

Tema: LA CECITA’ NEI CUCCIOLI.

Intervista a: Dr. Mario Vergara.

Chi è:

Mario vergara, oftalmologo veterinario

 

DOMANDA- Dottore, quali sono le cause della cecità nei cuccioli?

RISPOSTA-  Cecità è un termine che indica un sintomo. Occorre sempre indagare su quale è la causa della cecità, che può essere di natura ereditaria o dovuta a malattie o problemi insorti durante la gestazione.  Le patologie di tipo ereditario vanno sempre esaminate tenendo in considerazione la razza dell’animale. E’ stato dimostrato (e in alcuni casi solo ipotizzato) che per ogni razza vi è un elenco di patologie considerate ereditarie. Lo stesso tipo di patologia, che in una razza può essere considerata ereditaria, in altre razze magari non viene considerata tale. Le patologie ereditarie più comuni sono le alterazioni a carico delle palpebre, le cataratte (neonatali), le degenerazioni retiniche, la microoftalmia, cioè occhio molto piccolo e in qualche caso non funzionale, ipoplasia o addirittura aplasia (non formazione) del nervo ottico.

Ci sono poi un’altra serie di patologie che possono derivare da problematiche intrauterine, quindi di natura infiammatoria, infettiva o tossica (come ad esempio la somministrazione di farmaci teratogeni o tossici in gravidanza) che danno luogo a malformazioni durante la gestazione, per cui nel feto non si verifica lo sviluppo di alcune strutture anatomiche oculari. In questo caso si parla di cecità congenita, ma non è ereditaria.

DOMANDA– Si tratta di fenomeni rari?

RISPOSTA Per fortuna sono fenomeni piuttosto rari. Però è importante riconoscerli ed identificare quale patologia affligge una particolare razza, perché se si ha un bellissimo cane, nato da campioni e con un buon pedigree e questo cane nasce con una determinata patologia, occorre sapere se quella patologia in quella razza è ereditaria, e quindi può essere trasmessa ai figli, o se si può farlo riprodurre tranquillamente. Ci sono alcune razze particolarmente soggette a determinate patologie. Credo che soprattutto per chi si occupa di allevamento e di riproduzione, la visita e il contatto con un oftalmologo sia fondamentale. Poi per ogni singola razza sarà il dialogo tra l’oftalmologo, il veterinario di fiducia e l’allevatore a permettere di tracciare la migliore linea da seguire.

DOMANDA– Quindi anche un cane con una patologia oculare potrebbe essere idoneo per la riproduzione?

RISPOSTA  La genetica è un settore molto delicato, perché coinvolge la conoscenza della razza e della situazione del singolo individuo. Oggi abbiamo l’ausilio dei test del Dna. Esistono laboratori che per alcune razze e per alcune patologie possono eseguire dei test genetici. La cosa molto importante è capire che il test genetico non può essere considerato un’alternativa alla visita. Il test genetico esamina la presenza di una mutazione, su un singolo gene, considerata responsabile di una determinata patologia. Inoltre il test genetico non ha un’attendibilità del 100%.

Ad esempio: esiste un test genetico per la cataratta nel labrador retriever. Il proprietario del cane decide di eseguire il test e il laboratorio referta che il cane non presenta la mutazione responsabile della cataratta. Sappiamo però che la cataratta è una patologia che può manifestarsi anche per il coinvolgimento di altri geni, non solo su quello che il test prende in considerazione. I laboratori testano il gene per cui l’incidenza è più frequente, quello che precedentemente è stato individuato come responsabile, ma nessuno esclude che il cane possa nonostante ciò manifestare la cataratta, magari a causa di una mutazione su un altro gene. E’ possibile anche il caso contrario: non è detto che un cane positivo al test per quella determinata mutazione, anche se dominante, o in cui entrambi i cromosomi siano affetti, condizioni questo che dovrebbero far manifestare prima o poi quella determinata patologia, alla fine la manifesti, dato che la manifestazione di una patologia è quasi sempre un’evenienza che avviene per la sommazione di fattori genetici e fattori ambientali (alimentazione, clima, ecc.). Sono inoltre tantissime le interazioni di altri geni che possono portare o meno alla manifestazione della patologia. Quindi è importante capire che la genetica è un ausilio in più rispetto alla visita, ma non può sostituirla.

 

Ringrazio il Dr. Vergara per la sua disponibilità a concedere questa intervista.

Contatti:

e.mail: mariovergara@tiscali.it

Web: www.mariovergara.it

 

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