Intervista: Come affrontare il dolore?

interviste veterinari

Tema: Le reazioni psicologiche dei padroni.

Intervista a: Dr.ssa Gessica Degl’Innocenti.

Chi è:

Gessica Degl'Innocenti

DOMANDA – Quando al nostro cane viene diagnosticato un deficit visivo grave e/o degenerativo o addirittura la cecità veniamo travolti dalle depressione e dal senso di impotenza. Alcuni proprietari addirittura non vogliono credere ai referti e trascinano i loro cani da molti specialisti. Altri preferiscono ingannarsi e pensano che l’oculista abbia preso un granchio…….e iniziano a nutrire sentimenti di rabbia verso il medico. Sono reazioni normali? E’ normale sentirsi così disperati?

RISPOSTA – Le reazioni che possono cogliere l’essere umano, quando si trova davanti ai problematiche legate a situazioni dove sono in gioco sentimenti affettivi importanti, sono molteplici.
Il senso di colpa, l’impotenza, la frustrazione etc..possono essere sentimenti legittimi quando si scopre che il proprio compagno di vita ha un problema considerato così “grave”. Possiamo quindi pensare che possa essere in qualche modo “colpa nostra”, perché magari non abbiamo saputo cogliere dei segnali importanti della malattia ed agire per tempo, oppure avere un approccio totalmente negativo, pensando che il nostro peloso non potrà mai più essere lo stesso e di conseguenza noi stessi non potremo più aiutarlo e spostare questa nostra frustrazione/aggressività su persone terze.
Come dicevo, sono sentimenti legittimi, alle volte anche necessari, in una prima fase dell’elaborazione del cambiamento, poi però tutto deve ritornare ad un senso di realtà, in cui si cercano delle “strategie” per far fronte a questa nuova situazione.

DOMANDA – C’è un metodo, un espediente, un suggerimento che possa aiutarci a accettare la situazione?

RISPOSTA – La cosa migliore da fare è, in un primo momento, “ascoltarsi”, cercare di capire i sentimenti che ci animano, anche se possono essere “negativi” o comunque non accettati. Conoscerli e rispettarli è il primo passo verso un cambiamento di ottica, cambiamento necessario per affrontare la situazione e trovare un nuovo equilibrio. In un secondo momento infatti può essere importante ritornare con i piedi per terra, capire per bene quale sia il problema del nostro peloso, informarsi sul dopo diagnosi e cercare anche di “studiare” la percezione canina. Cosa voglio dire con questo? Molti proprietari, in quanto umani, vivono la perdita della vista del proprio cane, come se fosse capitato ad un altro essere umano. Nella nostra specie infatti la vista è il senso che veicola, più di ogni altro, la vita; con gli occhi noi conosciamo il mondo, lo esploriamo e facciamo conoscenza, nel cane tutto questo invece non è veicolato dalla vista bensì dall’olfatto, che è il senso più sviluppato in questa specie.

La vista nel cane non è il senso predominante, per questo alla fine un cane cieco PUO’ avere una vita più che dignitosa, la stessa cosa non si potrebbe dire se perdesse l’olfatto.

Spesso sapere queste piccole informazioni fisiologiche aiuta i proprietaria a farsi un’idea migliore e più propositiva della situazione.

DOMANDA -.Vivremo sempre con questo dolore o prima o poi torneremo a una vita normale?

RISPOSTA – Molto dipende da quello che saremo disposti a fare per uscire dal dolore, il processo potrà essere faticoso e magari non tutti i proprietari, per carattere o per il modo ormai consolidato che hanno di vivere le difficoltà, avranno la forza di farlo, più facile, per loro, pensare  che non ci sia altra possibilità che avere “un cane cieco”, anzi che comprendere che si ha accanto un “cane cieco” ma con le potenzialità di un cane vedente.

DOMANDA – I nostri cani percepiscono la nostra disperazione? Cosa dobbiamo fare per evitare che ne vengano contagiati?

RISPOSTA – Assolutamente sì, i nostri amici cani percepiscono perfettamente i nostri stati d’animo; come delle spugne assorbono l’atmosfera casalinga che, se è negativa, si ripercuote su di loro. Essere positivi è il primo passo per aiutare anche i nostri cani ad accettare la nuova condizione. Basti pensare che, cani in convalescenza da piccoli interventi chirurgici, se hanno accanto proprietari demoralizzati hanno tempi di ripresa molto più lunghi, rispetto a quelli che hanno proprietari propositivi.

DOMANDA – Come affrontare il momento più brutto, cioè quando ci renderemo conto che il nostro cane ha perso completamente la vista?

RISPOSTA – Il momento è certamente quello più drammatico perché ci mette di fronte, anche brutalmente, alla realtà delle cose. Spesso le emozioni prendono il sopravvento ed avere accanto un professionista, può aiutare. Questo ci aiuterà a vedere la cosa da una posizione diversa, perché l’essere inseriti nella relazione rende i proprietari emotivamente non oggettivi. Avere un punto di vista terzo, aiuta a trovare strategie di intervento future per superare le limitazioni che la cecità del nostro cane, può portare.

 

Ringrazio la Dr.ssa Degl’Innocenti per la sua disponibilità a concedere questa intervista.

Contatti:

e.mail: gessidi@alice.it

Web: www.psicologiacanina.it

 

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