Intervista: Come si svolge una visita specialistica?

interviste veterinari

Tema: La visita oculistica.

Intervista a: Dr. Mario Vergara.

Chi è:

Mario vergara, oftalmologo veterinario

DOMANDA- Dottore, tante persone che come me hanno notato che qualcosa non va nella vista del loro cane, si saranno chiesti da chi poterlo portare per effettuare una visita oculistica e se esistono specialisti in materia. Esiste l’oculista veterinario?

RISPOSTA Ebbene sì, l’oftalmologo veterinario esiste. E’ importante che la gente sappia che in caso di problematiche visive può chiedere al proprio veterinario a chi rivolgersi per effettuare una visita specialistica. Ormai in tutta Italia ci sono medici che si occupano esclusivamente di questo, o quanto meno principalmente di questo. Sono medici che hanno approfondito gli studi di questa branca della medicina, che compiono continui aggiornamenti e che possiedono un’attrezzatura idonea a svolgere questo tipo di visite. L’aggiornamento continuo non solo è importante, ma piuttosto indispensabile perché l’evoluzione in medicina ci costringe ad essere costantemente informati sui progressi che si compiono in questo settore.

DOMANDA- Perché è importante rivolgersi a uno specialista in caso di problemi oculari?

RISPOSTAL’errore che spesso si compie è quello di effettuare, in presenza di un qualsiasi disturbo, una terapia di base, la classica terapia antibiotica o cortisonica locale, con la quale la problematica potrebbe anche essere risolta. La giusta pratica ci impone, in realtà, di cercare sempre di individuare la causa del disturbo, dato che è essa che dobbiamo trattare, non l’effetto per giungere ad una risoluzione definitiva ed idonea della malattia. La difficoltà principale in campo oftalmologico sta nel fatto che con l’occhio c’è poco tempo per intervenire e risolvere il problema. Ci sono molte patologie per le quali, senza un intervento tempestivo e mirato, può subentrare la cecità, la quale quando si manifesta è ormai un evento spesso irreversibile. Purtroppo, accade che frequentemente si instauri invece un meccanismo nefasto. Facciamo un esempio: un cane con l’occhio rosso viene condotto dal medico veterinario, il quale prescrive un medicinale che risolve il problema. Se si ripresenta nuovamente il rossore il proprietario nella maggior parte dei casi non torna dal veterinario, ma somministra il medicinale prescritto precedentemente. In realtà esistono diverse patologie che si possono manifestare con il sintomo evidente del rossore, in cui quel particolare medicinale, che è stato magari efficace la prima volta, non va bene per la successiva o, peggio, può risultare addirittura deleterio, mascherando il sintomo di una problematica più complessa. Già la presenza di una recidiva dovrebbe essere un campanello di allarme e far capire che non si era in realtà trattata la reale causa del disturbo. Senza l’individuazione della causa, non è possibile giungere ad una giusta diagnosi, quindi ad una idonea terapia che possa risolvere definitivamente la patologia.

La tempestività dell’intervento invece non risulta cruciale nel caso di patologie degenerative per le quali non fa molta differenza se si individuano le cause subito o in fase avanzata, poiché l’evoluzione della malattia nella maggior parte dei casi non si può bloccare, seppure oggi, con lo sviluppo di nuove terapie e nuovi studi si è visto che ci sono delle possibilità in più rispetto al passato.

Comunque, sapere di poter chiedere al proprio veterinario di poter effettuare una visita specialistica è già un primo passo importante.

DOMANDA- Ho letto su internet che è bene attendere che il cucciolo abbia almeno 6 mesi prima di effettuare una visita oculistica perché prima l’occhio non è ancora completamente formato. E’ vero?

RISPOSTANo, non è così. Ci sono alcune patologie per le quali è importante fare una visita precoce, già a due mesi. Si parla di particolari patologie ereditarie, come ad esempio quella che colpisce i Collie, la Collie Eyes Anomaly. In questo caso risulta fondamentale effettuare  una visita entro i 2 mesi, poiché potremmo vedere alterazioni che verrebbero altrimenti mascherate da uno sviluppo completo dell’occhio. Esiste anche il caso opposto. Pensiamo, ad esempio, alla displasia retinica del Labrador e del Golden. Talvolta una visita precoce ci può trarre in inganno, perché magari con la crescita si nota che in realtà le aree retiniche che mostravano un’anomalia non erano dovute a displasia, ma a pieghe retiniche, che poi, con il tempo, tendono a distendersi. Nella maggioranza dei casi 6 mesi è un termine normale per effettuare una prima visita, ma per qualche razza e qualche patologia è utile invece fare una visita precoce.

DOMANDA- Una visita oftalmologica come si svolge?

RISPOSTAUna visita oftalmologica completa si svolge andando a esaminare con degli strumenti appositi, con una luce particolare, con delle lenti che ingrandiscono da 10 a 16 volte, tutto l’occhio: si parte dalle palpebre, continuando con la congiuntiva e la cornea, poi si va a guardare l’interno dell’occhio, e cioè l’iride, il cristallino, il vitreo e la retina.

DOMANDA- Si tratta di una visita invasiva?

RISPOSTA Assolutamente no. Nel 99,99% dei casi è una visita che non provoca alcuna sofferenza all’animale, senza anestetici, senza sedazione, senza provocare fastidio. E’ una visita di base che dura una mezz’ora circa. Necessita di strumentazioni dedicate all’oftalmologia che ci permettono di cogliere tutti i  particolari sostanziali. Senza strumentazioni specialistiche non si possono rilevare dei dati oculari fondamentali, come ad esempio la pressione dell’occhio. Queste strumentazioni sono piuttosto costose e questo genera anche il costo più alto di una visita specialistica rispetto al costo di una normale visita veterinaria.

DOMANDA- Dopo una prima visita possono essere richiesti particolari approfondimenti diagnostici?

RISPOSTA Dopo una visita preliminare, se si riscontrano particolari problematiche, possono essere prescritte delle ulteriori indagini diagnostiche, quali ad esempio un’ecografia oculare o una elettroretinografia, le quali possono richiedere una sedazione, non perché questa sia una pratica invasiva, ma solo perché ci consente di ottenere l’immobilità assolutamente necessaria dell’animale. Qualsiasi indagine supplementare che si rivela necessaria, va comunque sempre concordata con il proprietario, spiegando quello che si andrà a fare e i benefici che vogliamo trarre dalle informazioni che otterremo.

 

Ringrazio il Dr. Vergara per la sua disponibilità a concedere questa intervista.

Contatti:

e.mail: mariovergara@tiscali.it

Web: www.mariovergara.it

 

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

  • Scrivetemi!
    Sarò felice di rispondere alle vostre domande, leggere e condividere con tutti gli altri lettori le vostre esperienze.

  • Inserisci il tuo indirizzo email per seguire questo blog e ricevere notifiche di nuovi messaggi via e-mail.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: